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CITTA' DELLA PIEVE

STORIA

MANIFESTAZIONI RICORRENTI



Città della Pieve è un centro dell'Umbria situato su un colle a 508 m. s.l.m. dominante la Valdichiana e il Lago Trasimeno, al confine tra Umbria e Toscana e poco lontano dal Lazio: al centro quindi dell'Italia Centrale. Nella valle sottostante passano le vie di comunicazione più importati del paese: la ferrovia e la "Direttissirna" Firenze-Roma (la stazione di Chiusi dista Km. 8), l'Autostrada del Sole (Casello di Fabro a sud Km. 17, Casello di Chiusi -Chianciano Terme a nord Km. 15).

La città evidenzia il tipico aspetto di centro di confine, nel quale si fondono in modo originale elementi umbri, toscani e laziali. Nel periodo etrusco-romano l'odierno territorio di Città della Pieve apparteneva a Chiusi. Ne sono testimonianza i numerosi reperti archeologici rinvenuti ai piedi del colle lungo la Valdichiana, sparsi oggi in vari musei europei. A Città della Pieve rimane comunque un singolare obelisco etrusco del Sec. VI a.C., oggi situato al pianterreno di Palazzo della Corgna.

Il centro urbano nasce tra i Sec. VII-VIII d.C. intorno alla Pieve dei SS Gervasio e Protasio, (chiesa con funzioni battesimali) come organismo difensivo (l'antica "Castrum Plebis") del Ducato longobardo di Chiusi in avvistamento di Perugia bizantina. Il primitivo nucleo si ingrandisce per il progressivo impaludamento della Valdichiana: la popolazione della valle tende a salire in alto. Fin dal 1188 la città è sottoposta al dominio di Perugia, particolarmente interessata al controllo sui territori agricoli del "Chiugi" (tra il lago di Chiusi e il Trasimeno) e alla difesa dei propri confini contro la nemica Repubblica di Siena. La borghesia cittadina, dedita alla lavorazione del laterizio e di un tessuto particolarmente pregiato, il "panno cremisi", si ribella continuamente aspirando alle libertà comunali. Al guelfismo di Perugia si opporrà così il pervicace ghibellinismo di Castel della Pieve che produrrà, sotto la protezione di Federico II di Svevia, l'istituzione del libero Comune e l'odierna configurazione urbanistica, da datare entro il 1250, anno di morte dell'imperatore. Per queste motivazioni di carattere politico e non solo geografico, Castel della Pieve si modella nell'uso dei materiali (laterizio) e nella struttura urbana, su Siena, la grande potenza filoimperiale dell'Italia Centrale in continuo conflitto con Perugia.



Tra i Sec. XIII e XIV, all'interno della cinta muraria sorgono numerosi edifici: la nuova Pieve con primi accenni di stile gotico, la Torre Civica ispirata a modelli del Romanico lombardo, il Palazzo dei Priori, la Torre del Vescovo e la poderosa Rocca Perugina, progettata nel 1326 dagli architetti senesi Lorenzo e Ambrogio Maitani, uno degli esempi di edilizia militare dei più rilevanti della regione.

Fuori le mura, a partire dalla metà del Sec. XIII, si collocano gli insediamenti degli Ordini Monastici: S. Agostino, S. Francesco, S. Maria dei Servi, S. Lucia. Numerose le opere pittoriche di Scuola Senese, tra tutte, il gotico affresco dell'Oratorio di San Bartolomeo raffigurante "Il Pianto degli Angeli" di Jacopo di Mino del Pellicciaio, seguace dei Lorenzetti e di Simone Martini.

Nel Sec. XV si susseguono nel dominio della città Capitani di Ventura quali Braccio Fortebraccio da Montone e Biordo Michelotti. Si avvicendano interminabili contese con le comunità limitrofe per le confinazioni e i pascoli sulle Chiane, come anche ribellioni a Perugia per continue imposizioni di tasse. Sullo scorcio del secolo si afferma la Signoria dei Bandini, famiglia al servizio delle armate della Repubblica di Firenze e della Serenissima, che si costruisce un edificio in eleganti forme rinascimentali.

Intorno alla metà del Sec. XV nasce il più grande figlio di Città della Pieve, Pietro Vannucci detto "Il Perugino", che lascerà numerose testimonianze della sua arte in patria a partire dalla celebre "Adorazione dei Magi" del 1504 dell'Oratorio di Santa Maria dei Bianchi: "Battesimo di Cristo" e "Madonna in Gloria Santi" della Cattedrale, "Deposizione dalla Croce" di Santa Maria dei Servi, "S. Antonio Abate tra i SS. Marcello e Paolo eremita" di San Pietro.

Si devono inoltre ricordare le pregevoli opere pittoriche di ambiente peruginesco ascrivibili a Giannicola di Paolo e Domenico di Paride Alfani presenti nella Cattedrale e in San Francesco.

Fatti drammatici si susseguono nel Sec. XVI. Nel 1503 il Valentino, presente lo stesso Machiavelli, fa strangolare nella Rocca Paolo Orsini e Francesco di Gravina mettendo a ferro e fuoco la città. Nel 1525 Castel della Pieve è l'epicentro di una sanguinosa rivolta contadina contro Perugia. Nel 1527, l'anno del "Sacco di Roma", le truppe francesi inviate in soccorso di Clemente VII dè Medici assalgono la città in quanto filoimperiale, abbandonandosi a stragi e devastazioni. Nel 1529 il papa fiorentino toglie definitivamente Castel della Pieve dalla Legazione di Perugia e la sottomette direttamente al potere centrale di Roma: vengono così eletti Governatori Perpetui di nomina papale che furono sempre Cardinali o nipoti di Pontefici. Nel 1550 Giulio III del Monte eleva a Governatore il nipote Ascanio della Corgna, il futuro Maestro di Campo delle armate papali contro i Turchi nella Battaglia di Lepanto. La presenza dei della Corgna determina l'arrivo di numerosi artisti impegnati soprattutto nella costruzione e decorazione del grandioso Palazzo: l'architetto perugino Galeazzo Alessi, i pittori toscani Salvio Savini e Niccolò Circignani detto "Il Pomarancio" (opere in Cattedrale e in S. Agostino). A questo cantiere si affiancava quello per la trasformazione dell'antica Pieve in Collegiata, che nell'anno 1600 riceveva il titolo di Cattedrale. Infatti in quell'anno Castel della Pieve veniva elevata da Clemente VIII Aldobrandini a Città e a sede di Diocesi, separandola così dall'amministrazione religiosa del Vescovo di Chiusi alla quale fino allora era appartenuta. L'avvenimento si inseriva nel quadro dei rapporti di buon vicinato tra Stato della Chiesa e Granducato di Toscana. Interessati alla regolamentazione dei confini e al prosciugamento della Valdichiana. Intanto intorno al 1568 nasceva da Niccolò Circignani, Antonio, anche lui soprannominato "Il Pomarancio", che lascerà numerose opere nella sua patria (Cattedrale, S. Francesco, S. Maria dei Bianchi). Particolarmente intenso l'intervento architettonico nel Sec. XVIII, originale interpretazione del Rococò romano, grazie alla stipula della "Concordia" del 1718 tra i due stati: Palazzo della Fargna-Laval, S. Anna degli Scolopi, Campanili della Cattedrale e di S. Agostino. Nel 1780 viene siglato nel S. Agostino di Città della Pieve il "Concordato Idraulico" tra il Papa Pio VI e il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo per la definitiva bonifica della valle. La città diventa cosi il centro dei lavori dello Stato della Chiesa sulla Chiana Romana, con l'insediamento della Prefettura delle Acque.

Numerosi gli interventi di gusto neoclassico dell'architetto Andrea Vici, allievo del Vanvitelli (Chiesa del Gesù, interni di S. Agostino, di S. Francesco, di S. Lucia, Seminario e Palazzo Vescovile) e successivamente (prima metà del Sec. XIX) di Giovanni Santini (Teatro degli Avvaloranti, Palazzo Giorgi-Taccini, Palazzo Cartoni, campanile di S. Maria dei Servi). Lavori questi, che si protrarranno fin verso gli anni dell'Unità d'Italia e che facevano di Città della Pieve la scenografica entrata nello Stato della Chiesa provenendo dal Granducato di Toscana. Con queste ultime opere architettoniche il centro storico di Città della Pieve assumeva un particolare fascino dovuto al fatto che in una struttura urbana sostanzialmente medioevale si erano inseriti con originalità e decoro interventi successivi di carattere rinascimentale, manierista, barocco, rococò, neoclassico, dimostrando la vitalità della città fino alla soglia dei giorni nostri.


MANIFESTAZIONI RICORRENTI



Mostra-Mercato dei Prodotti Tipici agro-alimentari e artigianali dell'area Trasimeno-Pievese-Orvietano-Valdichiana Valdorcia.

Sabato Santo - Pasqua - Lunedì di Pasqua.

I quadri viventi - Terziere Borgo Dentro
Pasqua - Lunedì di Pasqua orario: 16.00-19.00.

Nel suggestivo scenario dei sotterranei di Palazzo Orca ogni anno vengono rappresentate le scene salienti della passione, morte e resurrezione di Cristo. Circa 40 figuranti interpretano "Quadri viventi" incentrati su "L'Ultima Cena", "L'ecce Homo", "9a Flagellazione", 9a Discesa dalla Croce".


L'Infiorata del Casalino

I contradaioli organizzano un'infiorata lungo la Via Pietro Vannucci con decorazioni ispirate alla pittura rinascimentale, in particolare, a quella del Perugino. Nella taverna del Terziere, situata presso la Torre del Vescovo si svolge la sagra della lumache.


Palio dei Terzieri - Dal 10 alla penultima domenica di Agosto

Le tre parti della città (Borgo Dentro, Casalino, Castello), ispirandosi agli antichi "contrasti" che fin dal Medio Evo hanno caratterizzato al vita cittadina, si sfidano alla gara dell'arco su sagome mobili in forma di toro chianino: "La Caccia del Toro". Per l'occasione si aprono le taverne dei Terzieri dove si servono piatti tipici della cucina umbro-toscana. Vengono organizzate inoltre rappresentazioni teatrali e musicali ispirate al Rinascimento, periodo in cui visse il Perugino.

Date principali della manifestazione

15/8 - Lancio della Sfida tra i Terzieri

La penultima domenica di Agosto - Corteo Storico e Caccia del Toro Dalla Piazza Plebiscito, alle ore 17.00, parte un corteo in costume rinascimentale composto da circa 700 figuranti, che si dirige verso il campo di S. Lucia per la Caccia del Toro (esibizione di saltimbanchi, mangiafuoco, sbandieratori ... )

Presepe Monumentale - Terziere Castello Periodo natalizio

Il Terziere Castello, in omaggio "All'Adorazione dei Magi" di Pietro Perugino, organizza negli scenografici sotterranei di Palazzo della Corgna un presepe monumentale dedicato ogni anno ad un tema particolare. Le rappresentazioni vengono realizzate con la collaborazione di artisti ed artigiani.

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